Domande con risposte sul tema: “Donazioni e Trapianti”

 Venerdi 20 Maggio 2011, ore 21 presso la  Sala Conferenze della Casa del Volontariato la Dr.ssa Ornella De Masi ed il Dr. Alberto Viozzi incontreranno la cittadinanza per discutere sui temi delle donazioni e trapianti. L'evento è realizzato dalle locali organizzazioni di volontariato della CROCE VERDE, AIDO, ADMO, AVIS. Il trapianto di organi per tante persone ammalate è l’unica cura in grado di salvare loro la vita: cardiopatici, persone con insufficienza respiratoria o con insufficienza epatica.Per altre esso rappresenta la possibilità di guarire da gravi patologie: pensiamo, ad esempio, alle persone in dialisi e alla loro qualità di vita dopo il trapianto di rene, alle persone affette da gravi malattie degli occhi che, con il trapianto di cornea, possono riacquistare la vista, ma anche a chi ha bisogno di “nuovi” tessuti come segmenti ossei e tendini, valvole cardiache, segmenti vascolari, cute.

Il trapianto si può realizzare solo se, alla morte di una persona, organi e tessuti vengono donati.

Ognuno può dare, in vita, l’assenso alla donazione “post-mortem”; i dati sulle manifestazioni di volontà, raccolti dalle Aziende Usl, vengono poi immessi, da personale autorizzato ed in condizioni di sicurezza informatica, in una banca dati nazionale, collocata presso il Centro Nazionale Trapianti (CNT) e collegata in rete con tutti i Centri regionali trapianti.

Anche in vita si può essere donatori: di sangue, o di altre cellule, quali quelle del midollo osseo o del sangue placentare (del cordone ombelicale) che permettono di dare una speranza di vita, con il trapianto, a tante persone affette da gravi forme di leucemia.

In particolare sulla donazione delle cellule del midollo osseo è stata riportata la significativa ed emozionante avventura di una nostra concittadina Rita G. che proprio nel maggio del 2006 ha vissuto questa straordinaria esperienza.

E’ stata la terza persona, fra gli iscritti all’ ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) della nostra città ad essere chiamata a donare il midollo per salvare una vita.

Molte sono state le domande che gli intervenuti hanno posto sia alla donatrice che al dott. Viozzi e tutte hanno avuto le adeguate risposte ed i chiarimenti.

Riportiamo le più importanti perché possono essere di comune utilità.

-Come avviene la donazione di midollo osseo e se è dolorosa

 La donazione del midollo osseo avviene tramite prelievo dalle creste iliache del bacino (le ossa piatte del bacino) con un intervento della durata media di 60 minuti, in anestesia generale o epidurale.
Durante l'intervento viene prelevato, mediante delle ripetute punture su queste ossa, il quantitativo di midollo necessario che varia in funzione dell'età e del peso del paziente a cui è destinato.
Dopo il prelievo a scopo precauzionale, si preferisce tenere il paziente sotto controllo per 12-24 ore, perciò ci sarà il ricovero ospedaliero almeno per un giorno.
Si consiglia comunque un successivo periodo si riposo di almeno 4-5 giorni.
Al donatore normalmente resta un lieve dolore nella zona del prelievo che, già all'uscita dall'ospedale, generalmente si è già trasformato in un indolenzimento, che sparisce in pochi giorni ed è facilmente controllabile con comuni analgesici.
Il midollo prelevato al donatore si ricostruisce nell'arco di due settimane circa, riportando quindi il donatore stesso nella situazione di partenza, senza alcuna menomazione.
 La tutela del donatore è massima. 

-Chi può diventare donatore

Ogni persona può essere donatore, di organi o solo di tessuti. Anche le persone anziane con più di 80 anni possono donare, ad esempio, il fegato. Può diventare donatore di midollo osseo qualunque individuo sano, di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che abbia un peso corporeo superiore ai 50 kg. La disponibilità del donatore resta valida fino al raggiungimento dei 55 anni.
Le esclusioni sono per malattie croniche o gravi del sangue come l'Aids e l'epatite, ecc. e sono le stesse che riguardano i donatori di sangue.

 -Come si stabilisce lo stato di morte

Si eseguono accertamenti clinici e strumentali che portano a rilevare contemporaneamente:

stato di incoscienza; assenza di riflessi e reazioni a stimoli dolorifici; assenza di respiro spontaneo; assenza di attività elettrica di origine cerebrale (il cosiddetto “elettroencefalogramma piatto”).

Tutto ciò si concretizza dopo che il medico rianimatore ha segnalato alla direzione sanitaria del proprio ospedale il possibile stato di morte cerebrale di una persona.

A quel punto, la direzione sanitaria ha l’obbligo di convocare la “Commissione per l’accertamento di morte”, che è composta da 3 medici (un medico legale, un anestesista–rianimatore ed un neurologo esperto in elettroencefalografia) che si riuniscono al capezzale del paziente. Se la Commissione è concorde sullo stato di morte encefalica, inizia il periodo di osservazione della stessa. Vengono condotti tutti gli accertamenti e i controlli necessari per certificare lo stato di morte encefalica (cessazione irreversibile di tutte le funzioni encefaliche) previsti dalla legge n° 578 del 29 dicembre 1993 e dal decreto del Ministero della sanità n° 582 del 22 agosto 1994. Tali accertamenti e controlli sono ripetuti per 3 volte durante le 6 ore di osservazione previste. Al termine del periodo di osservazione, le manovre rianimatorie devono essere in ogni caso interrotte: nel caso di donazione di organi si mantiene la ventilazione artificiale ed in sala operatoria si effettuano i prelievi di organi e tessuti.

-Quali organi possono essere trapiantati

Gli organi trapiantabili sono il rene, il cuore, il fegato, il polmone, lo stomaco, tutto l’intestino ed il pancreas. Sono anche trapiantabili alcuni tessuti: le cornee, i segmenti di osso, le cartilagini, i tendini, i segmenti vascolari, le valvole cardiache e la pelle.

-Come si esprime la volontà di donare gli organi

Compilare in ogni sua parte, e conservare tra gli effetti personali, il tesserino che ci è stato consegnato insieme ai certificati elettorali per il referendum del 21 maggio 2001. Chi avesse smarrito il tesserino, può scaricarlo dal sito internet: www.daivaloreallavita.it

Scrivere su un foglio da tenere sempre con sé la propria volontà, avendo cura di indicare: nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale, estremi di un proprio documento di identità (ad esempio: carta d’identità rilasciata dal Comune di ... n° ...), aggiungendo data e firma.

Iscriversi all’AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi e tessuti) ed informare di ciò i propri congiunti.

Sono più di 10.000 in Italia i cittadini iscritti alle liste di attesa per un trapianto che salvi loro la vita: Ogni giorno un paziente in Italia muore in inutile attesa. Per questo è importante sensibilizzare la popolazione con una campagna informativa che, nel tempo, ha dimostrato di essere efficace. Tuttavia, se da un lato sono aumentati i donatori - tanto che l'Italia e oggi al quarto posto in Europa per donazione di organi - il numero di pazienti in lista di attesa continua a aumentare e più di 400 persone dializzate attendono un rene nuovo da oltre dieci anni.

Il sistema trapianti in Italia prevede che il coordinamento dell’attività di donazione, prelievo e trapianto sia articolato su quattro livelli: nazionale (CNT cioè il Centro Nazionale Trapianti), regionale, interregionale (Centri Regionali Trapianto e Centri Interregionali Trapianto) e locale (Centri Trapianto).7

  • I Centri Regionali e Interregionali raccolgono e trasmettono al CNT i dati dei pazienti in lista d’attesa, coordinano i rapporti con i reparti di rianimazione (per il prelievo) e con le strutture sanitarie per i trapianti. Verificano che siano effettuati i test immunologici, assegnano gli organi/tessuti in base ai criteri definiti dal CNT e ne coordinano il trasporto insieme alle équipe sanitarie nell’area territoriale di loro competenza. I Centri Interregionali sono: l’Associazione InterRegionale Trapianti (Torino), Nord Italia Transplant program (Milano), Organizzazione Centro Sud Trapianti (Roma).
  • I Centri Trapianto sono strutture interne agli ospedali pubblici, autorizzate a eseguire trapianti di organi o di midollo osseo.

Da una dichiarazione della presentatrice Paola Saluzzi:

Essere iscritto all’Aido non mi fa sentire più buona o più speciale: mi fa sentire utile. Utile a chi per me non avrà mai un volto, utile alla mia stessa vita, sapendo che ha un valore “raddoppiato”. Abbiano così paura di morire da non riuscire a pensare che un modo per vivere ancora esiste davvero. Iscriversi? E’ l’idea migliore che ci possa passare per la testa, e per il cuore iscriversi all’Aido non vuol dire cominciare la conta alla rovescia verso la nostra fine, vuol dire essere persone degne di guardare negli occhi chi attende un trapianto, in silenzio, e trovare in quegli occhi un po’ di noi.   

Ultimo aggiornamento (Martedì 10 Maggio 2011 06:04)